Oggi prendo spunto dalla “notizia” della giornata che potrei intitolare “la banana di Cattelan”.

Comodamente seduto alla guida della mia auto, direzione ufficio, tra una canzone e l’altra, ecco che lo speaker annuncia l’ultima opera di Maurizio Cattelan esposta proprio in questi giorni all’Art Basel di Miami e intitolata “Comedian”: una banana attaccata al muro con un nastro adesivo grigio; valore dell’opera 120mila dollari!

Lo ammetto, di fronte a queste cose ogni volta rimango inizialmente basito. Come una qualsiasi persona, il primo pensiero è: “ma davvero stiamo parlando di arte?” E come ogni persona la prima risposta che mi viene in mente è “NO”.

Poi però apro lo sguardo e la mente dell’artista che è in me e capisco che da artista geniale qual è, Cattelan ha centrato l’obiettivo: ha provocato, ha catturato l’attenzione, ha fatto parlare di sé, stupendo appassionati e critici. Sono assolutamente convinto che lo scopo dell’arte, qualsiasi tipologia di arte, sia suscitare un’emozione, e Cattelan in questo è sicuramente un grande artista. Come dimenticare il WC d’oro, opera intitolata “America”, che il New Yorker definì l’opera più bella di Cattelan ospitata al Guggenheim di New York.

Insomma c’è poco da discutere, per la domanda “Scusi, ma secondo lei questa è un’opera d’arte?” non esiste una risposta giusta o sbagliata, esiste un’emozione.

Una domanda però mi sorge spontanea: all’interno dei padiglioni fieristici di solito il caldo è all’ordine del giorno, e se la banana marcisce? Forse proprio questo è il finale previsto dall’artista.

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